DOMENICO NORDIO, OFFICIAL WEBSITE

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O CE L'HAI NEL SANGUE, O NIENTE

DOMENICO NORDIO, OFFICIAL WEBSITE
Published by in PENSIERI · 5 October 2019
"Perché hai scelto di fare il musicista nella vita?" (avrebbe potuto anche significare un "lascia perdere che è meglio", ma credo di no): ho subito pensato che la domanda del famoso editorialista fosse mal posta, anche se sono abituato ai giornalisti saccenti e impreparati.

Ho imbracciato il violino che ero ancora in fasce, grazie ad un lontano cugino violinista che conoscevo solo di sfuggita, e non avevo altri parenti concertisti o musicanti che mi potessero spiegare per bene a cosa servisse quella scatoletta di legno con i quattro fili di metallo stesi sopra. Ho cominciato ad esercitarmi per caso, senza la determinazione ferrea di chi vuole arrivare a tutti costi, con la mia famiglia di origine che, nonostante mi avesse subito indirizzato verso una grande scuola con generosa lungimiranza, non era particolarmente entusiasta, anzi (avrebbero preferito facessi il fisico nucleare o l'avvocato: chissà perché). Ho partecipato al mio primo concorsetto da bambinello del tutto incosciente, nella categoria A della gloriosa Rassegna Violinistica veneta che fu, solo per testare i risultati tecnici raggiunti, nella speranza che qualcuno mi dicesse di cambiare mestiere (e invece, ahimè, ho vinto); ho fatto il Viotti quasi controvoglia, io che a sedici anni avrei preferito uscire con gli amici ad inzupparmi di acqua e fango nei campetti di calcio della parrocchia, piuttosto che passare le giornate chiuso in casa a cercare la presa dell'arco adatta per un suono decente.

Mi sono ritrovato in palcoscenico senza accorgemene, con i vestiti da concerto sbagliati perché nessuno mi aveva avvisato che con i frac ci andava la fascia bianca, e non con quella nera, con i direttori artistici che si infastidivano perché non avevo alba del fatto che si dovessero ringraziare le orchestre stringendo la mano alle spalle alla fine delle esecuzioni, con il pubblico che si chiedeva che cosa ci stesse a fare, lì sopra, uno che non sapeva nemmeno inchinarsi in modo decente. Ancora oggi calco le scene con la gioia di potermi esprimere appieno, ma anche con il rimpianto di una vita che avrebbe potuto essere più comoda e rilassante e che non è stata.

"Perché hai scelto di fare il musicista": che cavolo di domanda è? Caro editorialista, non l'ho scelto, in qualche modo sono stato scelto. Perché il talento, indispensabile per poter mangiare di violino, non si può scegliere, o ce l'hai nel sangue, o niente.

Alla prossima.


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